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Faradda di li Candareri

La Faradda di li candareri (termine sassarese indicante la Discesa dei candelieri) è la festa maggiormente sentita dalla popolazione sassarese, tanto da essere definita Festha Manna ovvero festa grande. Il rito è caratterizzato dalla processione danzante di grandi colonne lignee simili a ceri o candelieri (li candareri) per le maggiori vie cittadine per lo scioglimento di un antico voto fatto alla Madonna Assunta, che secondo la tradizione avrebbe salvato la città da una terribile epidemia di peste. Dopo un periodo di crisi a cavallo del Novecento, la festa è oggi seguita da oltre centomila persone, richiamandone in misura sempre maggiore dall'Italia e dall'estero.

La storia
La festa nacque a Pisa agli inizi del XIII secolo come offerta di cera alla Vergine Maria il cui culto era venerato nella città sin da quei tempi.
Nella Repubblica toscana, la sera della vigilia del 15 agosto, venivano portate in processione delle grosse macchine di legno ricoperte di cera e raffiguranti santi ed episodi biblici; ogni macchina, a forma di tabernacolo o palma aperta, veniva trasportata fino alla cattedrale accompagnata da musica.
Quando l'egemonia pisana raggiunse la Sardegna, i coloni, molto attaccati alle tradizioni della patria, continuarono la tradizione anche nelle nuove città.

Il rito a Sassari
A Sassari la festa fu subito ben accolta della popolazione e il culto continuò anche dopo la caduta dell'impero mercantile pisano e il subentro prima di quello genovese e poi di quello aragonese.
La festa si perpetuò il 14 agosto di ogni anno ma venne più volte ostacolata dal regno Aragonese per le sue forti spese, tanto che più volte si assistette a tentativi di soppressione che, tuttavia, non ebbero mai successo.
L'ingente somma di denaro che i gremi, le associazioni di arti e mestieri cittadine, da sempre tramandatori della festa, dovevano sborsare ogni anno portò a un'importante trasformazione.
Ogni anno, infatti, venivano portati dei nuovi ceri; il costo della materia prima, pura cera vergine, e della sua lavorazione erano però molto alti, e spesso gli artigiani non erano in grado di costruire delle opere di eguale valore artistico. Ciò porto alla sostituzione dei vecchi ceri con dei candelieri di legno, trasformati da tabernacoli a colonne per facilitare i balletti lungo il percorso, uguali per tutti e che non venivano sostituiti negli anni.

La peste e il voto
A partire dal 1500, la città fu più volte colpita dalla peste, al tempo considerata la più grande sciagura possibile.
Secondo la tradizione, la più terribile di esse finì il 14 agosto per intercessione della Madonna.
Vi sono opinioni discordi circa l'anno di tale fatidica pestilenza, benché numerosi documenti riportino l'ordine di ingresso dei Candelieri senza mai menzionare un possibile voto (1531, 1580) che viene citato solo in seguito alla peste del 1657, quando venne ufficialmente redatto.
L'idea che la città fosse stata salvata dalla Madonna Assunta, veneratissima dai sassaresi, spopolò nella Sassari del tempo. Allora le otto maggiori corporazioni del tempo (mercanti, massai, sarti, muratori, calzolai, ortolani, carradori, pastori) con le autorità comunali e la curia formularono il voto solenne di portare in processione, ogni 14 agosto, otto candelieri dalla Piana di Castello, l'attuale piazza Castello, sino alla chiesa di Santa Maria di Betlem.
Il voto venne rispettato e ripreso con più vigore all'insorgere di ogni nuova epidemia; nell'Ottocento, fu rinnovato per il colera.
 
La Discesa dei Candelieri si svolge a Sassari il 14 agosto di ogni anno.

Testi tratti dall'enciclopedia on-line Wikipedia

Sito web: http://www.candelieri.org

 

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